venerdì 19 aprile 2013

Seven Deaths - Sette strane storie

Ho letto "Seven Deaths - Sette strane storie", raccolta di racconti dell'autore indie Ercole De Angelis. Questa è la mia recensione

I volti della Grande Livellatrice

"Seven Deaths" non fa sconti, proprio come la morte che ne è protagonista e filo conduttore. I sette racconti si leggono con l'inquietudine di chi sa che l'unica risposta possibile alla domanda di rito - "come va a finire?" - è "male". Eppure spiazzano, ricordando al lettore che esistono molti modi di andarsene: dall'eroico al grottesco, dalla morte di tutti i giorni a quella che sembra un sogno. La diversità delle situazioni, dei personaggi e - conseguentemente - degli stili rende difficile un giudizio complessivo. Personalmente ho preferito storie come "Rivoluzione", in cui il protagonista sembra temere più la vita - nel senso di noia quotidiana - della morte, e "La leggenda del ragazzo che volava", tenera parabola della diversità, a "Oltre il buio", dove il Diavolo è così petulante che viene voglia di mandarlo all'Inferno. "Di tasse si muore" appare fin troppo realistico, l'ipotesi angosciante di una fiction che può diventare cronaca. "Rosabella" celebra con grazia il lato comico della Grande Livellatrice. "Giorni qualunque" occupa la seconda metà della raccolta con un'altra vicenda amaramente reale: il sognatore indifeso cerca la Bellezza e la Purezza in un mondo aspro, cattivo e, non trovandole, diventa spietato giustiziere del destino. A parte la Morte, non esistono denominatori comuni in questo esperimento narrativo singolare, eterogeneo, a volte sconcertante. Che si distingue anche, a mio avviso, per una cura della forma superiore alla media delle produzioni indie.

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