sabato 11 maggio 2013

Fenomenologia del Troll


Ho constatato di recente quanto sia (ancora) semplice per uno o più Troll sfasciare un gruppo di discussione. Sorprendente, se si pensa che il fenomeno dei guastatori telematici è vecchio quanto il web e che la loro individuazione non è difficile. Eppure qualcuno che cade nelle provocazioni si trova sempre e poi, come nei saloon dei vecchi western, la scazzottata a due diventa una rissa generale con bottiglie, sedie, finestre e tavoli rotti. Sotto gli occhi compiaciuti del Troll, che con l'omonima creatura della mitologia scandinava ha in comune la natura dispettosa, ostile e subdola.
Mini-ritratto del Troll per chi non ne avesse ancora incontrato uno. Il suo obiettivo è seminare zizzania in un forum o gruppo di discussione. Il mezzo è la provocazione, esercitata per lo più attraverso affermazioni assurde e/o offensive, che però - se il Troll è abile - arrivano a discussione inoltrata e mai bruscamente, dopo un avvio in cui gli interlocutori hanno l'impressione (illusione) di avere a che fare con un conversatore amabile. I toni si alzano in modo quasi impercettibile e poco a poco i partecipanti normali si trovano coinvolti in una lite senza accorgersene, dapprima ricorrendo ad argomentazioni sensate e poi perdendo la pazienza. A questo punto il Troll completa l'opera facendo la vittima, cioè lamentandosi di essere stato attaccato senza ragione, e - incredibile ma vero - trova spesso qualcuno disposto a prendere le sue parti. È il momento del tutto contro tutti, apoteosi della strategia Troll. Una variante sofisticata del copione è l'intervento contemporaneo di due Troll che fingono di litigare fra di loro: il trionfo è completo se riescono a trascinare gli altri; parziale ma comunque lusinghiero se uno dei due è espulso dalla comunità lasciando all'altro il compito di portare avanti la missione.
Per evitare tutto questo è sufficiente una "moderazione" equilibrata e tempestiva delle discussioni. Il controllore di turno deve intervenire per ammonire ed eventualmente espellere il Troll prima che la situazione degeneri trascinando gli utenti meno esperti. Che però dovrebbero fare la loro parte, cioè obbedire al comandamento "don't feed the Troll" ("non rispondete alle provocazioni").
E il movente? Perché i Troll agiscono così? I secondi fini esistono - erosione del consenso per un forum concorrente, per esempio - ma è opinione diffusa che prevalgono motivazioni di natura socio/psicologica. Buona parte dei Troll, in altre parole, rompono per il gusto di farlo.
Disegno tratto da blogworld.com

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