mercoledì 26 giugno 2013

Gara in incognito


L'industria orologiera ha un vizietto antico quanto le sue origini: la reticenza. In un passato non lontano, le marche che si limitavano ad assemblare componenti di provenienza esterna tenevano nascosta l'identità dei fornitori, ma qui qualche progresso c'è stato, soprattutto in seguito ai malumori di ETA, produttore svizzero numero 1 dei movimenti, che ora si fa desiderare. Durante le crisi del 2009 i dirigenti della Case erano loquaci quando si trattava di sottolineare che la loro bottega se la passava meglio dei concorrenti, un po' meno quando si apprestavano a licenziare decine o centinaia di dipendenti. Sempre nel 2009, è nato il Concorso Internazionale di Cronometria (precisione), che si è presentato come erede delle competizioni del passato - gare tra prototipi assemblati e rifiniti a mano, ben frequentate tra il 1946 e il 1967 - ma che in realtà ha poco a che fare con i predecessori: a causa, in particolare, della segretezza che lo avvolge.
L'edizione 2013 sarà più affollata della precedente, 38 partecipanti invece dei 16 del 2011, ma altrettanto opaca. Nel comunicare la lista degli iscritti, il comitato organizzatore ha confermato che saranno resi noti solo i primi tre classificati di ciascuna categoria. I risultati di chi ha fallito l'obiettivo del podio saranno comunicati solo ai diretti interessati, che a loro volta sono tenuti alla discrezione. Raccomandazione superflua, si direbbe: perché dovrebbero rendere nota una prestazione mediocre?
Peccato per questa atmosfera da film di spionaggio perché le premesse per una gara interessante ci sarebbero. I criteri di valutazione sono così severi che nel 2011 solo 5 orologi su 18 hanno terminato il ciclo dei test di precisione, resistenza ai campi magnetici e agli urti. Le prove si svolgono presso istituti di primaria importanza: l'Osservatorio di Besançon (Francia), il COSC (controllo ufficiale svizzero dei cronometri) di Bienne e l'Alta Scuola ARC di Le Locle. Le tre categorie in cui sono suddivisi i concorrenti forniscono una panoramica originale della produzione orologiera: Marche Classiche (18 orologi), Marche Tourbillon (7), Scuole d'Orologeria (12). In più, tanto per confermare che la parola d'ordine è "discrezione", ci sarà un orologio che affronterà le stesse prove degli altri ma non parteciperà alla gara perché il fabbricante che l'ha iscritto vuole rimanere anonimo...
I risultati ufficiali saranno resi noti il 24 ottobre prossimo presso il Museo del Tempo di Besançon, poi gli orologi saranno esposti al Museo d'orologeria di Le Locle. Coperti da un lenzuolo?
Nella foto sotto, un concorrente della categoria Classica: il cronografo Type 23 di Dodane.



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