mercoledì 28 dicembre 2016

Rick Parfitt

Il mio lutto musicale più doloroso del 2016 non si chiama né Bowie né Prince né Cohen né Michael. Il suo nome è Rick Parfitt. Il suo ruolo: chitarrista degli Status Quo. Il motivo è che per me - come per molti, credo - i musicisti, gli scrittori, i registi, gli attori sono importanti non solo per quello che sono o che fanno ma anche per quello che ci ricordano. Il rock trascinante, facile (in apparenza) e inconfondibile dei Quo ha fatto battere mani e piedi di milioni di persone per mezzo secolo e, molto più modestamente, ha accompagnato qualche momento della mia vita. Eccone due.
Immagine numero 1. Il sottoscritto a vent'anni, con kimono da karateka, che prepara l'esame per la cintura blu con i Quo nelle orecchie. I tappeti arrotolati e spinti ai margini del soggiorno di casa, il vinile del doppio album live Glasgow 76 sul giradischi a volume fuorilegge, doping (forse) lecito per costruire kata perfetti gesto dopo gesto. Promosso, naturalmente, anche se in palestra non ho potuto portare il disco.
Immagine numero 2. Un'eternità più tardi, festival Moon & Stars di Locarno. I Quo a qualche centinaio di chilometri da casa! L'occasione di ascoltarli finalmente dal vivo. Biglietto acquistato online con due mesi di anticipo, partenza anticipata di un giorno per evitare imprevisti. Insieme con la famiglia, che non comprende la ragione del mio puerile entusiasmo però evita di commentare e si sistema comodamente in albergo mentre io mi incammino verso Piazza Grande. Sotto una pioggia battente, ma sono attrezzato: cappellino e giacca impermeabile con cappuccio. Il timore di essere l'unico ultracinquantenne è rapidamente fugato. Ce ne sono altri. Anzi, siamo quelli che rimangono sotto il palco per tutto il concerto, sotto l'acqua, mentre la maggior parte dei giovani si rifugia sotto i portici. Che serata! Quando finisce rientro in albergo, mi tolgo la giacca (cosiddetta) impermeabile e scopro di essere inzuppato dalle spalle fino al petto. Non me n'ero accorto. Può capitare quando si torna ventenni per un paio d'ore.
Grazie Quo. Buon viaggio Rick.
Uno degli omaggi trovati in rete:



lunedì 26 dicembre 2016

Through the pages of The Museum Collection



ENGLISH (il testo italiano è in fondo alla pagina)
The final part of the book about the "perfect" collection of 20th Century watches features a few objects that represent a further step in the field of collecting and a side road towards horological knowledge. They make up what I called "the esoteric collection" - truly unique timepieces that were not originally meant for sale and only came to the market when their owners or their owners' heirs privately sold them.


School watches are arguably the most iconic and sought after by demanding collectors. They are the work of final-year students who attended the Swiss watchmaking schools, the masterpieces meant to display the skills acquired during their education. The typical starting point was a caliber by a manufacturer of the Ebauches SA holding. Students were required to manually finish each part, assemble and adjust the movement, that was subsequently tested by an official agency and cased.


This triple date chronograph with moon phases could be mistaken for a standard timepiece, were it not for the wording on the dial and, more importantly, the oustanding finish quality found in the movement - a Caliber 88 by Valjoux. The rating certificate includes a mention for "especially good results" and reveals that this horological graduate thesis was manufactured in 1956 by a student at the Technicum du Locle.

The case back and inner anti-dust cover. 
Il fondo cassa e la calotta antipolvere interna.

The black and white pictures (see at the bottom of the page), taken from a 1946 book about the Swiss watchmaking schools (Les Ecoles Suisses d'Horlogerie), feature a few activities performed by the Technicum's students.


ITALIANO
La parte finale del libro sulla collezione "perfetta" di orologi del 20esimo secolo presenta alcuni oggetti che si possono definire un passo avanti nel campo del collezionismo e una strada alternativa per la conoscenza orologiera. Essi compongono quella che ho definito la "collezione esoterica" : autentici pezzi unici che non erano originalmente destinati alla vendita e sono arrivati sul mercato solo quando i proprietari o i loro eredi li hanno ceduti.


Gli orologi delle scuole sono probabilmente i più inconfondibili e ricercati dai collezionisti esigenti. Sono opera degli studenti arrivati all'ultimo anno di corso delle scuole d'orologeria svizzere, i capolavori che ne dovevano certificare le competenze acquisite durante la formazione. Il punto di partenza era generalmente un calibro fornito da un fabbricante del gruppo Ebauches SA. I candidati al diploma dovevano rifinire manualmente ogni pezzo, montare e regolare il movimento che era poi sottoposto al test di un'agenzia di controllo ufficiale e incassato.

The rating certificate of the featured timepiece. It was delivered by the Le Locle official testing agency.  
Il certificato dell'orologio illustrato, emesso dall'agenzia ufficiale di controllo di Le Locle.

Questo cronografo con calendario completo e fasi lunari si potrebbe scambiare per un pezzo di produzione ordinaria se non fosse per la scritta sul quadrante e - soprattutto - per la qualità superiore della finitura del movimento, che è un Valjoux 88. Il certificato contiene una menzione per i "risultati particolarmente buoni" conseguiti nei test di precisione e svela che questa tesi di laurea orologiera è stata creata nel 1956 da un allievo del Technicum di Le Locle.


Le foto in bianco e nero (sopra e sotto), tratte da un libro del 1946 sulle scuole d'orologeria svizzere (Les Ecoles Suisses d'Horologerie), illustrano alcune delle attività svolte dagli studenti del Technicum.


venerdì 23 dicembre 2016

MERRY CHRISTMAS! BUON NATALE!

I asked Willy Breitling to write a Christmas card to the Blog's readers and he duly obliged ... (picture dating back to 1947)
As for me, I wish you all the happines and joy of this holiday season!


Ho chiesto a Willy Breitling di scrivere gli auguri ai lettori del Blog e lui è stato così gentile da farlo subito... (foto del 1947)
Da parte mia, vi auguro di trascorrere nella gioia e nella serenità questi giorni di Festa!



sabato 3 dicembre 2016

Through the pages of Watch Ads 1900-1959 (1)


ENGLISH
As mentioned in earlier posts, my latest book - Watch Ads 1900-1959 - is the first of two volumes featuring a vast choice of ads that take the reader throughout a century of communication relating to the watchmaking industry. Several pages from brochures and catalogs are also included, as well as the lists of Swiss manufacturers and brands as of 1958.
Click here to learn more.
The oldest ad of my selection is this one. It dates back to 1908 and shows an Omega ladies model. You might notice that the winding crown is at 9 o'clock even though the owner was supposed to wear her timpepiece on the left wrist. This proves that at this stage even top manufacturers were uncertain about how to deal with this comparatively new way of wearing a watch. On the other hand, the text highlights an important innovation meant to make wristwatches more attractive and practical - the extensible bracelet.



ITALIANO
Come annunciato in alcuni post precedenti, il mio ultimo libro - Watch Ads 1900-1959 - è il primo di due volumi dedicati a un'ampia rassegna di immagini pubblicitarie che accompagnano il lettore lungo un secolo di comunicazione legata all'industria orologiera. Il libro comprende inoltre numerose pagine tratte da brochure e cataloghi, nonché le liste dei fabbricanti e della marche svizzere aggiornate al 1958.
Cliccate qui per saperne di più.
L'annuncio più vecchio della selezione è questo. Risale al 1908 e mostra un orologio Omega per signora. Noterete che la corona di carica si trova a ore 9 anche se l'orologio deve essere indossato sul polso sinistro. Questo prova che in quegli anni nemmeno i fabbricanti di primo piano avevano le idee chiare su questo modo relativamente nuovo di indossare un segnatempo. Tuttavia, il testo mette in risalto una novità importante destinata a rendere più pratici e attraenti gli orologi da polso: il braccialetto elastico.