venerdì 30 novembre 2018

Orologi & storie - Le Phare



Il movimento di questo orologio da tasca ha tre complicazioni: cronografo, ripetizione ore e quarti, calendario completo con fasi lunari. La fabbricazione è databile ai primi anni del 900 e il mercato di destinazione era la Russia, come si deduce dai nomi del giorno e del mese in cirillico.


Il nome del fabbricante è inciso sul coperchio interno. Si tratta di Le Phare, Casa di Le Locle specializzata nelle produzione di calibri complicati che usava per i propri orologi e forniva ad altri fabbricanti. Sotto il nome appaiono le medaglie vinte in occasione di manifestazioni internazionali verso la fine del XIX secolo.

Come si nota dalla riproduzione del catalogo stampato negli stessi anni in cui fu fabbricato l’orologio, non appare nessun orologio o movimento solo tempo, solo pezzi complicati.


Le Phare è il marchio registrato dalla ditta Barbezat-Baillot nel 1888. La Casa fu fondata intorno al 1870 e conquistò il primo successo importante all’Esposizione Internazionale di Amsterdam nel 1883.


In questi anni registrò numerosi brevetti nell’ambito dei movimenti complicati, e in particolare di quelli con ripetizione, guadagnandosi una reputazione che le valse un posto nella giuria di concorsi prestigiosi e commissioni importanti.


Gli utili in crescita permisero di creare un ramo d’azienda specializzato nella produzione di macchine per l’orologeria, che fu battezzato Dixi, come la parola latina che significa “ho detto”. Nel 1910, Dixi brevettò un’invenzione rivoluzionaria (qui sopra in una foto degli Anni 70): la macchina automatica con la quale le platine e i ponti dei movimenti di formato ridotto potevano essere perforati con una precisione mai raggiunta prima. Fu l’adozione generalizzata di questa macchina a favorire la diffusione dell’orologio da polso e il suo boom commerciale all’indomani della Prima Guerra Mondiale.
I successi di Le Phare non potevano sfuggire a un vicino di casa ambizioso e in ascesa. La ditta fondata da Georges Favre-Jacot nel 1865 e battezzata Zenith nel 1911 utilizzava da qualche anno i movimenti Le Phare per i suoi orologi complicati. James Favre, genero e successore del fondatore di Zenith, cominciò ad acquistare azioni di Le Phare e Dixi fino a quando ne assunse il controllo nel 1915. Il rapporto si ribaltò nel 1941, quando fu Zenith a essere assorbita dall’ex controllata. Cominciò così l’era di Paul Castella, che guidò Dixi e Zenith fino al 1948, poi solo Dixi fino al 1978 e tornò proprietario di Zenith nel 1978. La sua famiglia lo rimase fino al 1999 e all’avvento del gruppo francese LVMH. Quanto a Dixi, nel 2007 i Castella la cedettero a un gruppo giapponese, che nel 2016 ha chiuso lo stabilimento di Le Locle. Si è così conclusa una storia durata un secolo e mezzo. 

 
Tornando al secolo scorso, Le Phare fu all’origine di altre avventure industriali importanti. Nel 1914 il suo direttore tecnico Georges Pellaton decise di mettersi in proprio dopo 16 anni al servizio della ditta. Grazie ai fondi prestati da parenti e amici, fondò una società che battezzò Martel Watch e diventò fornitrice dei movimenti cronografici Universal. Nel 1959, Zenith assorbì Martel Watch e grazie a questa acquisizione ebbe i mezzi per avviare il progetto del cronografo El Primero.


Nel 1988, Le Phare celebrò i 100 anni della Casa lanciando la collezione Samara, primi orologi automatici svizzeri al quarzo. I Samara furono commercializzati con il marchio Jean d’Eve, che Le Phare aveva registrato qualche anno prima. Nel 1992, Le Phare – Jean d’Eve fu acquisita da una ditta di Hong Kong che ne è tuttora la proprietaria. 

 

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