Orologi & Auto

Gübelin Reverso / Chrysler Airflow
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Questo modellino metallico in scala 1:18 riproduce la versione 1936 della berlina Chysler Airflow (“Flusso d’Aria”). Presentato nel 1934, il veicolo era un tour de force ingegneristico, con una quantità sorprendente di innovazioni rispetto al design convenzionale dell’epoca. A distinguerlo dalla concorrenza erano le forme aerodinamiche arrotondate, l’abitacolo spostato in avanti e allargato, il motore montato sopra l’asse anteriore, il telaio d’acciaio. Le vendite furono penalizzate da problemi produttivi, ritardi nelle consegne e difetti nei primi esemplari.


Ci furono inoltre critiche negative sull’estetica radicalmente nuova, in particolare la griglia del radiatore, e la presunta pericolosità della vettura. Chrysler allestì una campagna informativa onerosa per confutare quest’ultimo addebito, dimostrando che l’Airflow era più sicura di quasi tutte le auto in circolazione. Questo video contiene una prova su strada recente e filmati originali degli Anni 30: i singolari crash test dell’epoca meritano un’occhiata.


Malgrado le numerose modifiche di natura estetica, le vendite diminuirono costantemente fino all’arresto della produzione nel 1937. La Airflow era semplicemente troppo in anticipo sui tempi, ma gli sviluppi successivi permettono di definirla una pietra miliare del design automobilistico. Tra i modelli ispirati alla sua filosofia progettuale c’è la versione in scala minore lanciata con enorme successo da Volkswagen, nota come “Maggiolino” (1936).

Un'interpretazione artistica della vettura. "Profile Airflow" di Claes Oldenburg (1969).  

Visto che l’Airflow non era un’auto comune, sarebbe fuori luogo attendersi che il suo proprietario indossasse un orologio qualunque. La domanda è: dove trovare un orologio da polso non comune, qualcosa che quasi nessun altro negli Stati Uniti avrebbe avuto l’opportunità di allacciarsi al polso? La risposta è nel racconto che segue. Inventato ma del tutto plausibile.

Autunno del 1936. L'avvocato John Smith è seduto alla scrivania del suo ufficio sulla 47esima Avenue di New York quando squilla il telefono. “Il signor Frisch di Gübelin per lei”, annuncia Elizabeth, la sua segretaria.
Una chiamata inattesa. Forse è arrivato il girocollo che John ha ordinato per il compleanno di sua moglie. Strano che telefoni il responsabile del negozio in persona, però. “Me lo passi”.

Questo immobile ospitava la filiale newyorkese di Gübelin negli Anni 30

“Buongiorno, signor Smith”, saluta la voce all’altro capo della linea.
“Buongiorno signor Frisch. A cosa devo il piacere? Spero che la sua segretaria non l’abbia lasciato da solo”.
“Grazie al cielo Jane è ancora con noi ed efficiente come sempre. È solo che volevo dirglielo personalmente”; nel tono, diverso da quello professionale di sempre, s’intuisce un pizzico d’emozione.
“Dirmi cosa? Avete perso il girocollo di mia moglie?”
“Girocollo…? No, ci mancherebbe. Dovrebbe arrivare entro un paio di settimane. Si tratta di un orologio che abbiamo appena ricevuto. Sta ancora cercando qualcosa di diverso dal solito? Qualcosa all’altezza della sua Airflow?”.


Quel Frisch è un venditore di prim’ordine, sorride Smith: “Sta per dirmi che l’ha trovato?”
“Posso dire solo che non avevo mai visto nulla di simile. O meglio: ho visto la foto sul catalogo quando l’ho ordinato da Lucerna, ma dal vivo è davvero notevole. Spero che sia d’accordo anche lei”.
“Mi dica, la ascolto”.
“È un po’ difficile spiegare al telefono. Mi chiedevo se potrebbe fare un salto qui... L’ho riservato per lei”.
“Riservato?”
“Un cliente l’ha visto mentre lo provavo al polso e voleva comprarlo subito. Così mi sono preso la libertà di rispondergli che l’aveva prenotato qualcun altro. Pensavo che potrebbe piacerle. Senza impegno, naturalmente. Ho chiesto il biglietto da visita all’altro signore, così potrò contattarlo nel caso l’oggetto non fosse di suo gradimento”.
“OK, passerò da lei quindici minuti prima della chiusura”.
Qualche ora più tardi Smith percorre a piedi le poche centinaia di metri che separano il suo studio legale dai locali di Gübelin, dove ad accoglierlo è Frisch in persona. “Mi segua, per favore”, gli chiede accompagnandolo nel suo ufficio.
“Eccolo”, annuncia mentre appoggiava un orologio su vassoio rivestito di velluto.


Smith lo prende per esaminarlo. Non sembra il classico orologio rettangolare sottile con il fondo cassa incurvato. È più spesso e presenta due fessure ai lati corti del rettangolo. Sotto la corona di carica si nota un altro spazio sottile. Il quadrante è delimitato dalla scala dorata dei minuti.
“È… insolito”, disse Smith.
“Il bello deve ancora venire”, sorrise Frisch. “Posso…?”, chiede porgendogli il palmo della mano.


Smith gli allunga l’orologio e osserva mentre Frisch lo manipola, poi rimane a bocca aperta: “Ma cosa… Come ha fatto?” In un batter d’occhio il quadrante e le lancette sono spariti, lasciando in vista la superficie liscia del fondo cassa.
“Non sono un mago”, ride Frisch; “Può farlo chiunque. Provi lei stesso. Deve premere sul fianco della cassa e farla scivolare lateralmente, poi ribaltarla. Si chiama Reverso. Pare che l’abbiano creato per i giocatori di polo. Il meccanismo di ribaltamento permette di proteggere il vetro, le lancette e il quadrante durante le partite”.


Smith non ascolta più. Sembra in trance, e intanto continua a ribaltare la cassa dell’orologio.


Frisch lascia passare un minuto intero prima di parlare di nuovo: “Possiamo far incidere lo stemma della sua famiglia sul retro. L’orologio diventerebbe più esclusivo, più individuale. Ammesso che le piaccia, naturalmente”.
“L’ha capito benissimo che mi piace, signor Frisch”, disse Smith. “È placcato d’oro bianco?”


“No, molto meglio. Acciaio inossidabile prodotto a Sheffield, Inghilterra. Robusto e inalterabile. Non è un caso se l’hanno battezzato Staybrite (“rimane lucente”, ndr). È l’ultima novità in fatto di casse per orologi. E, se mi è consentito, una scelta appropriata per il proprietario di un’auto con telaio interamente d’acciaio”.


“Lei mi stupisce. È anche un esperto d’auto?”
“Purtroppo non posso farmi passare come tale. Però faccio un lavoro che mi offre il privilegio di frequentare persone competenti. A volte riesco a imparare qualcosa da loro”.
Non è solo un grande venditore, pensa Smith; è anche un furbacchione. “Credo che me lo metterò subito al polso”.
“Niente stemma di famiglia, quindi?”
“Stemma…? Ah sì, certo. Glielo faccio portare dalla segretaria domani. Quanto ci vorrà?”
“Tre giorni al massimo”.
E il prezzo? Ecco l’ultima domanda che dovrebbe fargli, ma Smith se ne ricorda mentre è già sul vagone della Metropolitana che lo riporta a casa. Beh, non potrà certo costare come il girocollo di sua moglie...

Qui finisce la storia del Reverso che l’immaginario signor Smith acquistò nel 1936 e indossò al volante della propria Airflow. Quanto al signor Frisch, si tratta di un personaggio reale. Era il commerciante svizzero che aprì la filiale Gübelin di New York nel 1923 e ne fu a lungo il responsabile. Fu lui a creare il reparto di gemmologia e ad avviare relazioni commerciali importanti. Gübelin New York fu tra i fornitori di orologi per l’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale. Fondata nel 1854, la Casa madre aveva sede a Lucerna e nei primi Anni 20 era diventata una destinazione apprezzata dai turisti americani facoltosi: un’ottima ragione per allargare l’attività al mercato d’oltreoceano.
Il Reverso diventò il prodotto faro di Jaeger-LeCoultre e un’icona del Ventesimo secolo. La Casa di Le Sentier concesse il diritto di commercializzare modelli Reverso ad altre case, in particolare al partner di lunga data Cartier, Patek Philippe, Movado, Favre-Leuba e naturalmente Gübelin. Non era l’unico prodotto innovativo di Jaeger-LeCoultre che Gübelin vendeva attraverso le sedi di Lucerna e New York. Del suo catalogo faceva parte anche il DuoPlan. Se vuoi saperne di più sui due modelli, vai alle pagine 38-41 (DuoPlan) e 54-57 (Reverso) di The Museum Collection. 

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