martedì 19 novembre 2019

Un record e un errore

La scorsa settimana, l’asta di beneficenza Only Watch organizzata da Christie’s a Ginevra è stata teatro di un record storico. Il Grandmaster Chime di Patek Philippe, uno dei 50 pezzi unici donati da altrettante Case per contribuire alla ricerca sulla distrofia muscolare, è stato venduto per 31 milioni di franchi, corrispondenti a oltre 28 milioni di euro. Naturalmente siti e forum più o meno specializzati hanno rilanciato la notizia dell’orologio più caro della storia. La maggior parte di questi ha sottolineato che l’aggiudicazione ha strappato il record al Rolex Daytona appartenuto a Paul Newman, che nel 2017 fu aggiudicato per 17,7 milioni di dollari. Un errore, visto che il primato spettava al Patek Philippe del 1932 creato per il celebre collezionista americano Henry Graves, con 24 milioni di dollari (Sotheby’s, Ginevra 2014). Fin qui è normale amministrazione: sul web si trovano milioni di notizie false e/o non verificate.

La sorpresa è leggere lo stesso errore sul sito di Baselworld, cioè la più importante fiera del settore al mondo (vedi foto). E pensare che le due Case – Patek e Rolex – sono le regine della manifestazione…
Chi è interessato alle classifiche trova la lista dei pezzi da record in questa pagina di wikipedia (aggiornata a prima di Only Watch). Come si nota scorrendo le date delle aste, il primato è sempre stato di Patek Philippe.
Un’ultima curiosità. In una graduatoria mista auto/orologi, cioè due oggetti assimilabili per tipologia di appassionati, il numero 1 dei segnatempo si piazzerebbe al quarto posto assoluto. Alle spalle, ovviamente, di tre Ferrari.


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