sabato 14 dicembre 2019

I due anni di 10e10.ch su You Tube

Il mese scorso il canale YouTube 10e10.ch ha compiuto due anni. Un arco di tempo sufficiente per fare un bilancio dell’attività e del riscontro presso il pubblico.
Le statistiche sui contatti dicono due cose, una lusinghiera e l’altra meno. Il lato negativo è il numero delle visualizzazioni e degli iscritti, inferiore rispetto ad altre risorse simili disponibili sul web. Quello positivo è un po’ la conseguenza dell’altro. Il pubblico del canale sembra più esigente della media di chi frequenta forum e siti dedicati agli appassionati di orologi. A rivelarlo sono proprio i numeri e una classifica inattesa.


I video pubblicati sono 71, in massima parte dedicati a orologi vintage. I modelli presentati appartengono a 28 marche diverse, in un panorama che comprende tutti i grandi nomi della tradizione e qualche outsider. Il ranking basato sulla somma delle visualizzazioni (versioni inglese e italiana) dà risultati abbastanza sorprendenti in rapporto a quanto si tende a dare per scontato sulle preferenze degli appassionati. Il video sul Datejust di Rolex – uno dei più lunghi e, pensavo, interessanti per la maggior parte degli utenti – relega la Casa più famosa del mondo al diciottesimo (!) posto. Al primo svetta il KonTiki di Eterna (!!) con un vantaggio abissale sul secondo e il terzo: lo  Zenith automatico e il Tudor Ranger. Il subacqueo Levrette ottiene un ottimo sesto posto, mentre Patek Philippe e Audemars Piguet devono accontentarsi rispettivamente del tredicesimo e venticinquesimo.
Mi sembra legittimo dedurne che nel canale 10e10.ch il pubblico cerca qualcosa di diverso dal solito e sa di trovarlo. Di questo sono felice, anche se a volte invidio chi posta chiacchiere da bar premiate da decine di migliaia di contatti. Poi mi chiedo se quei numeri sono veri – sul web, si sa, non è tutto oro ciò che luccica – e mi consolo pensando che non avrei comunque il coraggio di infliggere minuti e minuti di aria fritta al malcapitato visitatore.
Un grazie di cuore a coloro che mi onorano della loro visita al canale 10e10.ch!

Ecco il protagonista del prossimo video, che sarà in linea tra due settimane

      

martedì 10 dicembre 2019

Rolex pro e contro: chi ha ragione?

Rolex non è solo la marca di orologi più famosa del mondo. È anche il campo di battaglia dove si fronteggiano gli ultras del pro e del contro, opposti fanatismi che faticano a dialogare. Per i tifosi sono gli orologi più belli del mondo, imitati da tutti ma inimitabili, ambiti, noti anche a chi non sa nulla di strumenti per la misura del tempo. Per i nemici sono pacchiani status symbol da nuovi ricchi, sopravvalutate repliche di se stessi, fenomeno pubblicitario e di moda.
Da parte mia, avendo frequentato il mondo dell'orologeria vintage e contemporanea per un quarto di secolo e dedicato due libri a Rolex, sono arrivato alla conclusione che i fan più accesi hanno ragione per i motivi sbagliati e che i loro rivali hanno torto per i motivi giusti.


In altre parole: secondo me Rolex è la marca più importante degli ultimi cento anni perché è quella che ha influito maggiormente sullo sviluppo dell'orologio da polso. La sua età d'oro si colloca tra il 1926 (lancio dell'Oyster) e il 1956 (Day-Date). Il Datejust (1945) è il prototipo dell'orologio da polso moderno: impermeabile, automatico, provvisto di datario. Da almeno cinquant'anni tutte le Case importanti hanno un orologio di questo tipo in catalogo. Se ai modelli citati aggiungiamo il Submariner e gli altri "professionali", tutti nati nei primi Anni 50, ecco che completiamo la gamma non solo di Rolex ma di quasi tutti i fabbricanti. Dunque sono sostanzialmente d'accordo con i fan e trovo stucchevoli i post e i video nei quali sedicenti esperti spiegano perché non compreranno mai un Rolex. Ho l'impressione che la motivazione autentica si possa sintetizzare nella frase seguente: provo ad andare controcorrente perché altrimenti non saprei come farmi notare.
Sul versante opposto mi lasciano perplesso certe espressioni di fanatismo, cominciando dall'astruso gergo per iniziati che continua ad arricchirsi di vocaboli nuovi. Quadranti tropicali, scritte rosse, coroncioni, cornini e amenità consimili sono gli elementi costitutivi di una cultura basata su congetture, nozioni non verificabili e leggende urbane confezionate da esperti interessati che approfittano di un vuoto importante: al contrario di altre Case importanti, Rolex non ha pubblicato un libro ufficiale sulla propria storia. In compenso, sono uscite diverse opere non autorizzate, tra le quali i miei "Rolex dalla A alla Z" (2007) e "Rolex 1905-1960" (2018) su cui non posso pronunciarmi per evidenti ragioni di opportunità. Quanto alle altre, si tratta spesso di cataloghi illustrati, compilati da operatori di mercato o collezionisti e - salvo qualche eccezione, ad esempio l'ottimo "The best of time" di James Dowling e Jeffrey Hess - abbastanza poveri di informazioni. Gli innumerevoli blog e forum Rolex presenti sul web aiutano fino a un certo punto perché scontano il medesimo peccato originale: ad animarli sono per lo più commercianti o appassionati che sanno o giurano di sapere tutto sul font adottato nei certificati di garanzia del 1973 ma non hanno mai sentito nominare Aegler. Chi era costui? Pochi tra i sedicenti esperti che ho incontrato hanno saputo rispondere. Comprensibile: Aegler non fa vendere, i cornini sì.


Non c'è dunque da stupirsi se i Rolex vintage più importanti, per molti collezionisti e la totalità dei mercanti, sono quelli che, all'epoca della loro produzione, hanno avuto meno successo. Primo fra tutti il Daytona a carica manuale, che la Casa, preso atto dello scarso interesse del pubblico, produceva in quantità relativamente limitate rispetto agli standard abituali. Circostanza che non giustifica certi prezzi, anche perché appare difficile sostenere la rarità di oggetti che ho visto in almeno cinquanta esemplari distribuiti tra non più di una trentina di rivenditori. Quanti altri ce ne saranno, in giro? Cinquecento? Cinquemila? Cinquantamila? Perché è così facile trovare un orologio definito "raro"? Lascio le ipotesi a chi ha avuto la pazienza di seguirmi fin qui.
In definitiva, penso che i detrattori abbiano torto quando snobbano Rolex, ma che a volte lo facciano per i motivi giusti: certi tic del mercato sono puramente speculativi, frutto di una promozione scaltra che presenta analogie interessanti con quella praticata nel settore dell'arte contemporanea.

          
Volendo compilare una lista dei "must" per il collezionista Rolex attento alla storia della marca e dell'orologeria in generale, mi sembra indispensabile partire dalla premessa che l'importante sono il nome dei modelli e la ragione della nomination, non i numeri di referenza. Il risultato è il seguente, in ordine puramente cronologico:
1. Oyster degli anni 20/30. Primo orologio davvero impermeabile.
2. Prince degli Anni 30. Stile e tecnologia innovativi (doppio quadrante).
3. Perpetual ("Ovetto") degli Anni 30/40. Impermeabile e automatico.
4. Datejust degli Anni 40/50. Impermeabile e automatico con datario.
5. Submariner degli Anni 50/70. Primo subacqueo per il grande pubblico.
6. Day-Date degli Anni 50/70. Icona del lusso sportivo
7. GMT-Master degli Anni 50/70. Doppio fuso orario semplice e pratico.
8. Daytona degli Anni 2000. Primo movimento cronografico della Casa.
L'assenza di modelli celebrati come il Turn-O-Graph, il Milgauss, l'Oyster Perpetual con fasi lunari o i primi Daytona si spiega con il fatto che non si sono distinti né per l'innovazione tecnica né per il successo presso il pubblico all'epoca in cui sono stati lanciati. Ciò non toglie che possano piacere al collezionista contemporaneo. Secondo me, per esempio, l'Oyster tripla data con fasi lunari è il Rolex più bello di sempre.

 

venerdì 6 dicembre 2019

Vintage ads - Gruen (1959)

ENGLISH (il testo italiano è sotto l'immagine)
"An important development in selfwinding watches – Power Glide – Automatic mainspring-tension regulator ". This patented device enabled the brand to “combine for the first time” three qualities: efficiency (minimum time winding and enhanced power reserve), accuracy and long life of the watch.
Do you like vintage watch ads? Visit the page about Watch Ads, my two-volume pictorial history of communication and design in 20th Century watchmaking. You can also watch the video about the publication and download a 20-page preview of Volume 1.
The vintage ads presented in this Blog are not featured in the Watch Ads books.


ITALIANO
“Un progresso importante nel campo degli orologi automatici – Power Glide – Regolazione automatica della tensione della molla.” Questo dispositivo brevettato consentì alla Casa di “coniugare per la prima volta” tre vantaggi: l’efficienza (rapidità della ricarica e incremento dell’autonomia), la precisione e la longevità dell’orologio.
Ti piacciono le pubblicità d'epoca? Visita la pagina su Watch Ads, la mia storia illustrata in due volumi della comunicazione e del design nell'orologeria del Novecento. Guarda il video sull'opera e scarica l'anteprima di 20 pagine del Volume 1.
Gli annunci pubblicitari d'epoca che vedi in questo Blog non sono presentati nei volumi Watch Ads.


 

domenica 1 dicembre 2019

Vintage press - Journal Suisse d'Horlogerie (1972)

ENGLISH (il testo italiano è in fondo alla pagina) 
Largely devoted to the Swiss Watch Fair in Basel, this 1972 issue of the Journal Suisse d’Horlogerie features an illustrated review of the event.

These pages introduce a few products that are familiar faces to modern day collectors, such as the Movado Museum Watch and the Zenith El Primero.

Fashion watches are the subject of a six-page report that deals with the models by Bulova. Jean-Samuel Wuhl designed the ladies timepiece seen here, an Accutron whose battery is hosted in an element of the bracelet. His creation was awarded the 1971 Geneva prize.

The survey about shop windows decorations features the works of, among others, Mrs Mamie for Vacheron et Constantin (page’s top photo) and Mrs Schmid for Rolex (pictures 5, 6 and 7).

ITALIANO
Dedicata in buona parte alla Fiera svizzera dell’orologeria di Basilea, questa rivista del 1972 contiene un ampio reportage illustrato sull’evento. Queste pagine sono dedicate ad alcuni modelli che hanno un aspetto familiare per i collezionisti di oggi, tra i quali il Museum Watch di Movado e El Primero di Zenith.
Gli orologi di design sono l’argomento di un servizio di sei pagine che tratta i modelli Bulova. Jean-Samuel Wuhl è il creatore di questo esemplare, un Accutron con pila alloggiata in un elemento del bracciale che si è aggiudicato il Premio Città di Ginevra nerl 1971.
La rassegna dedicata alle decorazioni delle vetrine presenta i contributi, fra gli altri, della signora Mamie per Vacheron et Constantin (foto in alto) e della signora Schmid per Rolex (foto 5, 6 e 7).

 

giovedì 28 novembre 2019

The must-reads for watch lovers - WATCH ADS

A video clip about my pictorial history of communication and design in 20th Century watchmaking.
Clic here to read more.

 

Le letture per chi non si accontenta del web - WATCH ADS

Il video sulla mia storia illustrata della comunicazione e del design nell'orologeria del Novecento.
Clicca qui per saperne di più.

venerdì 22 novembre 2019

Orologi vintage - Pendoletta 8 Giorni (Anni 20)

Un orologio da tavolo con movimento svizzero e cassa di produzione americana
Visita il nostro canale YouTube per guardare altri video sugli orologi vintage e iscriviti se non l'hai già fatto!


martedì 19 novembre 2019

Un record e un errore

La scorsa settimana, l’asta di beneficenza Only Watch organizzata da Christie’s a Ginevra è stata teatro di un record storico. Il Grandmaster Chime di Patek Philippe, uno dei 50 pezzi unici donati da altrettante Case per contribuire alla ricerca sulla distrofia muscolare, è stato venduto per 31 milioni di franchi, corrispondenti a oltre 28 milioni di euro. Naturalmente siti e forum più o meno specializzati hanno rilanciato la notizia dell’orologio più caro della storia. La maggior parte di questi ha sottolineato che l’aggiudicazione ha strappato il record al Rolex Daytona appartenuto a Paul Newman, che nel 2017 fu aggiudicato per 17,7 milioni di dollari. Un errore, visto che il primato spettava al Patek Philippe del 1932 creato per il celebre collezionista americano Henry Graves, con 24 milioni di dollari (Sotheby’s, Ginevra 2014). Fin qui è normale amministrazione: sul web si trovano milioni di notizie false e/o non verificate.

La sorpresa è leggere lo stesso errore sul sito di Baselworld, cioè la più importante fiera del settore al mondo (vedi foto). E pensare che le due Case – Patek e Rolex – sono le regine della manifestazione…
Chi è interessato alle classifiche trova la lista dei pezzi da record in questa pagina di wikipedia (aggiornata a prima di Only Watch). Come si nota scorrendo le date delle aste, il primato è sempre stato di Patek Philippe.
Un’ultima curiosità. In una graduatoria mista auto/orologi, cioè due oggetti assimilabili per tipologia di appassionati, il numero 1 dei segnatempo si piazzerebbe al quarto posto assoluto. Alle spalle, ovviamente, di tre Ferrari.