sabato 15 dicembre 2018

Historic timepieces - Churchill's watch

This pocket watch was made in 1818 by Breguet and purchased in 1890 by John Spencer-Churchill, the 7th Duke of Marlborough. Later on, it was worn by the most famous of his descendants, Winston Churchill, who called it "the Turnip". It is a yellow gold minute repeater with a split-second chronograph whose serial number is 765. Its current owner is Randolph Churchill, the great grandson of the former British Prime minister. 
I took this picture a few years ago, while visiting the Churchill War Rooms in London. The caption seen at the bottom of the display window is incorrect - the timepiece is a split-second rather than flyback chronograph and entered the Churchill family in 1890 rather than 1818.
The Oscar-winning actor Gary Oldman wore a Breguet-made replica of the Turnip in the movie "Darkest Hour" (2017). That timepiece is different from the original one, which does not feature the brand's name on the dial.


Questo orologio da tasca Breguet fu acquistato nel 1890 da John Spencer-Churchill, settimo Duca di Marlborough. In seguito fu indossato dal più celebre dei suoi discendenti, Winston Churchill, che lo battezzò "la Cipolla". Si tratta di una ripetizione minuti d'oro giallo con cronografo sdoppiante, il cui numero seriale è 765. L'attuale proprietario è Randolph Churchill, bisnipote dell'ex Primo ministro britannico.
Ho scattato la foto qualche anno fa, durante una visita al museo Churchill War Rooms di Londra. Alcune delle informazioni riportate dalla targhetta visibile in fondo alla vetrina sono inesatte: l'orologio è un cronografo sdoppiante (non flyback) ed è proprietà della famiglia Churchill dal 1890 (non 1818).
L'attore premio Oscar Gary Holdman ha indossato una replica della "Cipolla" creata da Breguet nel film "L'ora più buia". Il pezzo è diverso dall'originale, che non aveva il nome del fabbricante sul quadrante.

martedì 11 dicembre 2018

Vintage timepieces - IWC Yacht Club


ENGLISH
This elegant sports watch of the 1960s features a stunning blue dial and the in-house self-winding movement with Pellaton system. The original bracelet made by Gay Frères is dated 1 68, meaning the first trimester of 1968.


Functions Hours, minutes, seconds, date.
Size Diameter 36 mm, thickness 11 mm. 
Case Stainless steel, screw down back. 
Movement Calibre 8541B, self-winding, 28 mm, 21 jewels, rotor winding in both directions, Glucydur screw balance, Breguet hairspring, Incabloc shock absorber, 19,800 vibrations per hour.


A page from Lancette & C. - Pagina da Lancette & C.

ITALIANO
Lo sport chic degli Anni 60 valorizzato da uno splendido quadrante blu. La cassa ospita il movimento automatico IWC di manifattura provvisto di sistema Pellaton. Il bracciale originale di fabbricazione Gay Frères è datato 1 68 (primo trimestre del 1968).


Funzioni Ore, minuti, secondi, data.
Dimensioni Diametro 36 mm, spessore 11 mm. 
Cassa Acciaio, fondo chiuso a vite. 
Movimento Calibro 8541B, automatico, 28 mm, 21 rubini, massa oscillante a carica bidirezionale, bilanciere Glucydur, spirale Breguet, antiurto Incabloc, 19.800 alternanze/ora.


venerdì 30 novembre 2018

Orologi & storie - Le Phare



Il movimento di questo orologio da tasca ha tre complicazioni: cronografo, ripetizione ore e quarti, calendario completo con fasi lunari. La fabbricazione è databile ai primi anni del 900 e il mercato di destinazione era la Russia, come si deduce dai nomi del giorno e del mese in cirillico.


Il nome del fabbricante è inciso sul coperchio interno. Si tratta di Le Phare, Casa di Le Locle specializzata nelle produzione di calibri complicati che usava per i propri orologi e forniva ad altri fabbricanti. Sotto il nome appaiono le medaglie vinte in occasione di manifestazioni internazionali verso la fine del XIX secolo.

Come si nota dalla riproduzione del catalogo stampato negli stessi anni in cui fu fabbricato l’orologio, non appare nessun orologio o movimento solo tempo, solo pezzi complicati.


Le Phare è il marchio registrato dalla ditta Barbezat-Baillot nel 1888. La Casa fu fondata intorno al 1870 e conquistò il primo successo importante all’Esposizione Internazionale di Amsterdam nel 1883.


In questi anni registrò numerosi brevetti nell’ambito dei movimenti complicati, e in particolare di quelli con ripetizione, guadagnandosi una reputazione che le valse un posto nella giuria di concorsi prestigiosi e commissioni importanti.


Gli utili in crescita permisero di creare un ramo d’azienda specializzato nella produzione di macchine per l’orologeria, che fu battezzato Dixi, come la parola latina che significa “ho detto”. Nel 1910, Dixi brevettò un’invenzione rivoluzionaria (qui sopra in una foto degli Anni 70): la macchina automatica con la quale le platine e i ponti dei movimenti di formato ridotto potevano essere perforati con una precisione mai raggiunta prima. Fu l’adozione generalizzata di questa macchina a favorire la diffusione dell’orologio da polso e il suo boom commerciale all’indomani della Prima Guerra Mondiale.
I successi di Le Phare non potevano sfuggire a un vicino di casa ambizioso e in ascesa. La ditta fondata da Georges Favre-Jacot nel 1865 e battezzata Zenith nel 1911 utilizzava da qualche anno i movimenti Le Phare per i suoi orologi complicati. James Favre, genero e successore del fondatore di Zenith, cominciò ad acquistare azioni di Le Phare e Dixi fino a quando ne assunse il controllo nel 1915. Il rapporto si ribaltò nel 1941, quando fu Zenith a essere assorbita dall’ex controllata. Cominciò così l’era di Paul Castella, che guidò Dixi e Zenith fino al 1948, poi solo Dixi fino al 1978 e tornò proprietario di Zenith nel 1978. La sua famiglia lo rimase fino al 1999 e all’avvento del gruppo francese LVMH. Quanto a Dixi, nel 2007 i Castella la cedettero a un gruppo giapponese, che nel 2016 ha chiuso lo stabilimento di Le Locle. Si è così conclusa una storia durata un secolo e mezzo. 

 
Tornando al secolo scorso, Le Phare fu all’origine di altre avventure industriali importanti. Nel 1914 il suo direttore tecnico Georges Pellaton decise di mettersi in proprio dopo 16 anni al servizio della ditta. Grazie ai fondi prestati da parenti e amici, fondò una società che battezzò Martel Watch e diventò fornitrice dei movimenti cronografici Universal. Nel 1959, Zenith assorbì Martel Watch e grazie a questa acquisizione ebbe i mezzi per avviare il progetto del cronografo El Primero.


Nel 1988, Le Phare celebrò i 100 anni della Casa lanciando la collezione Samara, primi orologi automatici svizzeri al quarzo. I Samara furono commercializzati con il marchio Jean d’Eve, che Le Phare aveva registrato qualche anno prima. Nel 1992, Le Phare – Jean d’Eve fu acquisita da una ditta di Hong Kong che ne è tuttora la proprietaria. 

 

lunedì 26 novembre 2018

Rolex 1905-1960 - The video clip

A one-minute video clip about my brand new book. The first half century of Rolex seen through the timeline of events, and the galleries of watches, movements, ads, patents and documents. 
Click here to know more.


Rolex 1905-1960 - Il video

Un minuto sui contenuti del mio nuovo libro. Il primo mezzo secolo di Rolex visto attraverso la cronistoria degli eventi, e le gallerie degli orologi, dei movimenti, della pubblicità, dei brevetti e dei documenti. Clicca qui per saperne di più.

 

sabato 17 novembre 2018

Vintage Ads - Technos (1953)

ENGLISH (il testo italiano è sotto la foto)
"Fairly priced quality and elegance – This is the alliance sealed by Technos ". The Technos trademark belonged to Gunziger Frères S.A., one of the many Swiss companies that went under the name of “établisseurs” – they were basically finishing shops that assembled and timed their products. This Automatic watch was fitted with a movement supplied by a manufacturer of the Ebauches S.A. holding.
Do you like vintage watch ads? Please visit the page about WatchAds, my two-volume pictorial history of communication and design in 20th Century watchmaking. You can also watch the video about the publication and download a 20-page preview of Volume 1.
The vintage ads presented in this Blog are not featured in the Watch Ads books.

ITALIANO 
“Qualità ed eleganza al prezzo giusto – È questo il patto siglato da Technos”. Il marchio Technos apparteneva a Gunziger Frères S.A., una delle molte ditte svizzere conosciute come “établisseurs”: si trattava essenzialmente di assemblatori che montavano e regolavano i loro prodotti. Questo orologio automatico era equipaggiato con un movimento fornito da un fabbricante del Gruppo Ebauches S.A.
Ti piacciono le pubblicità d'epoca? Visita la pagina su WatchAds, la mia storia illustrata in due volumi della comunicazione e del design nell'orologeria del Novecento. Puoi anche guardare il video sull'opera e scaricare l'anteprima di 20 pagine del Volume 1.
Gli annunci pubblicitari d'epoca presentati in questo Blog non sono inseriti nei volumi Watch Ads.


martedì 13 novembre 2018

Vintage Press - Revue Internationale de l'Horlogerie (1952)


ENGLISH (il testo italiano è in fondo alla pagina)
The Revue Internationale de l’Horlogerie (RIH) was a trade magazine published monthly in La Chaux-de-Fonds (Switzerland). Its April 1952 issue was fully devoted to the self-winding wristwatch, a product that over twenty years after its debut still struggled to gain widespread acceptance among the public. As the Bales Watch Fair was approaching, the obvious intent of the RIH was to promote the sales of a timepiece that customers still found unreliable and too expensive.


The brief history of the self-winding watch is the work of Alfred Chapuis, the most reputed historian of watchmaking at the time. Abraham-Louis Perrelet is mentioned as the inventor of the “Perpetuel” timepiece in the 1770s. A few years later, such great watchmakers as Abraham-Louis Breguet and Louis Recordon patented their own ingenious systems. The British John Harwood was the first to create an automatic wristwatch in the late 1920s. In the mid-1930s, the Perpetual by Rolex paved the way to the modern automatic watch.


The next pages feature a wide selection of contemporary self-winding movements presented by their manufacturers. Photo above: calibers by ETA and AS.


Most exhibitors at the upcoming Basel Watch Show were presenting automatic watches. These pages feature products by Rolex, Movado, Omega and Breitling among others.


The final pages are devoted to the impact of the self-winding watch on world markets. Retailers from all over the globe were invited to write about their experiences. Photo above: reports from Brazil and Canada.

ITALIANO
La Revue Internationale de l’Horlogerie (RIH) era una rivista specializzata pubblicata mensilmente a La Chaux-de-Fonds (Svizzera). Il numero dell’aprile 1952 fu interamente consacrato all’orologio da polso automatico, prodotto che a oltre vent’anni dal debutto stentava a conquistare il grande pubblico. Con l’avvicinarsi della Fiera di Basilea, la finalità della RIH era ovviamente di favorire le vendite di un segnatempo che il pubblico percepiva ancora come inaffidabile e troppo caro.
La breve storia dell’orologio automatico fu affidata ad Alfred Chapuis, lo storico dell’orologeria più prestigioso dell’epoca. Abraham-Louis Perrelet è citato come inventore negli Anni 70 del 18esimo secolo. Alcuni anni più tardi, grandi orologiai come Abraham-Louis Breguet e Louis Recordon brevettarono a loro volta sistemi ingegnosi. Il britannico John Harwood fu il primo a creare un orologio da polso automatico verso la fine degli Anni 20. A metà degli Anni 30, il Perpetual di Rolex aprì la strada all’automatico moderno.
Le pagine successive presentano un’ampia gamma di movimenti automatici contemporanei descritti dai loro fabbricanti. Nella terza foto dall’alto, calibri di produzione ETA e AS.
La maggior parte delle Case partecipanti all’imminente Fiera di Basilea esponeva orologi automatici. In queste pagine (quarta foto dall’alto) appaiono prodotti firmati Rolex, Movado, Omega e Breitling fra gli altri.
La sezione finale è dedicata all’impatto dell’orologio automatico sui mercati mondiali. La rivista invitò commercianti di ogni parte del globo a scrivere le loro impressioni sul tema. Nell’ultima foto, i rapporti dal Brasile e dal Canada.