domenica 3 novembre 2019

Art & Time - Simon Cederquist

ENGLISH (il testo italiano è in fondo alla pagina)
Astronauts, elephants, deers, lights, shadows, typewriters, telescopes … And table clocks, longcase clocks, watchmaking tools. Time and timepieces are recurring themes in the works of the Swedish photographer Simon Cederquist. Two examples of his surrealistic style are shown here.


“The watchmaker” (above) features an unusual craftsman in a cramped workshop. In “The Eighth Day” (below), longcase clocks are lined up along the right wall of a narrow canyon, as an elephant, an astronaut and a deer walk towards the setting sun.


Salvador Dali is one the biggest inspirations for Cederquist, who won a contest titled “What would Dali do?” back in 2009. He combines studio work and darkroom skills with Photoshop editing.
All of his photographs are carefully thought through, even planning the details like how many centimeters away from the ground the camera needs to be, and accordingly, how to achieve the perfect shadows. When he travels to different countries, he researches the position of the sun at a specific time of the day, and this in order to achieve the same shadows when he later photographs people and objects in the studio.
The final artworks are mosaics made out of images printed with an inkjet printer, then glued with bookbinder glue on an artist’s linen cloth, painted by the artist with acrylic paint, and coated with UV-protective high gloss varnish.

ITALIANO
Astronauti, elefanti, cervi, luci, ombre, machine da scrivere, cannocchiali … E orologi da tavolo, da parete, strumenti per orologiai. Il tempo e i segnatempo sono temi ricorrenti nell’opera del fotografo svedese Simon Cederquist. Ecco due esempi del suo stile surrealista. “L’orologiaio” presenta un artigiano insolito in un laboratorio angusto. In “L’ottavo giorno” una serie di orologi da parete sono allineati sul lato destro di uno stretto canyon dove un elefante, un astronauta e un cervo camminano verso il tramonto.
Salvador Dalì è una delle fonti d’ispirazione principali di Cederquist, che nel 2009 ha vinto una competizione intitolata “Cosa farebbe Dalì?”. La sua arte coniuga il lavoro in studio e nella camera oscura con il ritocco mediante Photoshop. Le sue immagini sono il frutto di uno studio meticoloso che arriva alla definizione di dettagli come la distanza in centimetri della macchina fotografica dal suolo, finalizzata a ottenere ombre perfette. Quando è in viaggio all’estero, Cederquist studia la posizione del sole in ogni momento della giornata per riprodurre le ombre quando fotografa oggetti e persone in studio.
Il risultato finale è un mosaico d’immagini ottenute con stampanti a getto d’inchiostro, incollate su tela da artista con colla per rilegatori, dipinte con colori acrilici e infine rivestite con vernice extra lucida per la protezione dai raggi UV.


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