martedì 31 dicembre 2019

The Best of 2019 - The Best for 2020

As 2019 closes to an end, I would like to thank all you readers for visiting this website over the past year and remind you of how much I appreciate it. The 100,000 visitors mark was exceeded last April and since then 50,000 more people joined this community of watch lovers. There could not be a stronger incentive for me to produce quality contents and try hard to make 10e10.ch into a truly unique resource.
While offering you my best wishes for a happy year 2020, I wish to re-share with you a few images I posted in 2019. Enjoy! 
Marco Strazzi












 

Il meglio del 2019 - Il meglio per il 2020

Mentre il 2019 si avvia alla conclusione, vorrei ringraziare tutti voi lettori di avere visitato questo sito nel corso degli ultimi dodici mesi e ricordarvi quanto mi renda felice il vostro sostegno. In aprile abbiamo superato il traguardo dei 100.000 visitatori e da allora altri 50.000 si sono uniti a questa comunità di appassionati di orologi. Non potrebbe esserci un incoraggiamento migliore a produrre contenuti di qualità e impegnarsi al massimo per fare di 10e10.ch una risorsa autenticamente unica.
Nel formulare i miei migliori auguri per un 2020 pieno di gioia, spero di farvi cosa gradita ri-condividendo alcune delle immagini che ho postato nel 2019. Buona visione!
Marco Strazzi













venerdì 27 dicembre 2019

Vintage timepieces - Ulysse Nardin

A classy chronograph from the 1940s
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Un elegante cronografo degli Anni 40
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martedì 24 dicembre 2019

Xmas 2019 / Natale 2019

I wish an amazing Christmas to you readers! May all of your wishes and dreams come true, and may you feel this happiness all year round.


Cari lettori, vi auguro un Natale fantastico! Spero che i vostri desideri e i vostri sogni possano avversarsi e che la gioia di oggi vi accompagni per tutto l’anno.


domenica 22 dicembre 2019

Lancette & C.

Un classico per gli appassionati: la storia dell'orologio da polso come non è mai stata raccontata prima in un libro in italiano. Clicca qui per saperne di più.

mercoledì 18 dicembre 2019

Borel Fils & Co.



ENGLISH (il testo italiano è più in basso)
This unsual timepiece of the early 1930s features a complex case design that was the object of a patent claim - see the markings ("Brevet Dem. / Pat.app.for") inside the case back. The watch proper is placed inside a larger case and protected by a lid, whose upper part is covered with reptile skin identical to that used for the strap. One had to lift the lid in order to read the time. The inner case could then flip out on a hinge, enabling the conversion from wristwatch to a table clock readable in the dark thanks to the luminescent hands and numerals.
Reptile skin was introduced in watch cases by Movado. The La Chaux-de-Fonds manufacturer launched the Valentino pocket watch in 1925, as a tribute to the top movie star and elegance icon of the time. In 1930 the wrist version was born.


Among the manufacturers that followed on the trend, Borel Fils & Co. tried to distinguish themselves with this example. Practicality was sacrificed to style, as a simple arm movement was not sufficient to read the time - an acceptable shortcoming at a time when many men still used to wear their watches in a vest pocket.
The markings found on the caseback interior provide a few interesting informations. The "big bear" symbol on the left hand side and the "small bear" on the right hand side identify Swiss silver 0.875 and higher. This case being in 0.935 silver, the manufacturer added the "sterling silver" mention (minimum millesimal fineness: 925) to ensure that the superior quality of its product was evident.


The casemaker was Huguenin Frères from Le Locle - hence the HF initials and a confusing hallmark. The "Niel" mention refers to Niello, a popular decorative technique of the Art Nouveau period. Niello silver cases are typically made with relieved designs colored with a chemical oxidation. Puzzingly, this decoration is nowhere to be found here. Was it erased by age? Did the manufacturer simply want to remind that it specialized in this technique? Did he originally mean to apply it and changed his mind after having the piece hallmarked? It is hard to say.  
Finally, the crescent moon and imperial crown symbol found at the bottom is the German hallmark for silver. This does not necessarily suggest that the item was assayed or hallmarked in the country, as Swiss manufacturers were allowed to strike the German mark on products meant for that market.


Borel Fils & Co. was founded in 1850 by Gustave Borel-Huguenin. The company should not be mistaken for the similarly named and better known Ernest Borel & Cie, also based in Neuchâtel. Very few informations are available about Borel Fils & Co. Its products sold well on the Russian market until the October Revolution. The company assembled high-grade timepieces like this one, as well as mid-range products. The 1947 ad (see page bottom) features a men's watch of the post-war period. The company appeared in the 1958 Swiss Watch Directory. Later on, Ernest Borel acquired the brand name and registered it as Borel Fils.
Functions Hours, minutes.
Case 0.935 sterling silver and reptile skin.
Size Outer case 37 x 25 mm, thickness 9 mm. Inner case 23 x 24 mm, thickness 7 mm.
Movement Manual winding, 21 mm, 15 jewels, bimetallic cut balance, flat hairspring, 18,000 vibrations per hour.


ITALIANO 
Questo insolito esemplare dei primi Anni 30 presenta una cassa elaborata che fu oggetto di una domanda di brevetto: vedi la scritta "Brevet Dem. / Pat.App.For" all'interno del fondo. L'orologio vero e proprio poggia su un supporto di dimensioni più grandi ed è protetto da un coperchio la cui parte superiore è rivestita di pelle di rettile identica a quella usata per il cinturino. Per leggere l'ora bisognava sollevare il coperchio incernierato sul supporto. La cassa interna poteva essere sollevata a sua volta, permettendo di trasformare l'orologio da polso in orologio da tavolino, leggibile al buio grazie alle lancette e agli indici luminescenti.
Fu Movado a lanciare la pelle di rettile nelle casse degli orologi. La manifattura di La Chaux-de-Fonds lanciò l'orologio da tasca Valentino nel 1925 per rendere omaggio all'attore più famoso dell'epoca, che era anche un'icona d'eleganza. Nel 1930 arrivò la versione da tasca.


Tra i fabbricanti che ne seguirono l'esempio ci fu Borel Fils & Co., che provò a distinguersi dalla concorrenza con questo modello. La ricerca dello stile ebbe la meglio su quella della praticità, visto che non era possibile leggere l'ora con un semplice movimento del polso: inconveniente accettabile in un periodo in cui molti uomini avevano ancora l'abitudine di indossare l'orologio nella tasca del gilet.
Le scritte all'interno del fondo cassa forniscono alcune informazioni interessanti. I due simboli dell'orso - grande sulla sinistra e piccolo sulla destra - identificano l'argento di produzione svizzera con tenore superiore agli 875 millesimi. Visto che la cassa è d'argento 935, si può ipotizzare che il fabbricante abbia utilizzato la menzione "sterling silver" (tenore minimo d'argento: 925) per sottolineare la qualità superiore del manufatto.


Il produttore della cassa è Huguenin Frères, Casa di Le Locle le cui iniziali HF appaiono due volte e in un caso generano qualche perplessità. La menzione "Niel" si riferisce al niello, tecnica decorativa molto apprezzata nel periodo Art Déco. Sulle casse d'argento si incidevano motivi in rilievo che erano poi colorati mediante ossidazione chimica.
Stranamente, però, sulla cassa di questo esemplare non vi sono tracce di tale decorazione. Cancellata dall'età? Il fabbricante intendeva semplicemente rammentare che era uno specialista di questa tecnica? O aveva avuto l'intenzione di utilizzarla per poi cambiare idea dopo aver fatto incidere il punzone? Difficile dare una risposta.
Infine, la mezzaluna e la corona imperiale incise sulla parte inferiore del fondo rappresentano il punzone tedesco dell'argento. Questo non significa necessariamente che la cassa è stata certificata e punzonata in Germania. I fabbricanti svizzeri erano infatti autorizzati ad applicare loro stessi il marchio sui prodotti destinati a quel mercato.


Borel Fils & Co. fu fondata nel 1850 da Gustave Borel-Huguenin. La società non va confusa con Ernest Borel & Cie., Casa più nota con sede nella stessa città (Neuchâtel). Purtroppo le informazioni disponibili su Borel Fils & Co. sono esigue. Si sa che i suoi prodotti ebbero un certo successo in Russia prima della Rivoluzione d'Ottobre. La casa assemblava orologi d'alta gamma come quello illustrato, ma anche pezzi di qualità media. L'annuncio pubblicitario visibile in fondo alla pagina mostra un modello per uomo tipico del secondo dopoguerra. Il nome della compagnia appare sull'Indicatore svizzero dell'orologeria del 1958. In seguito, Ernest Borel acquisì il marchio registrandolo come Borel Fils.
Funzioni Ore, minuti.
Cassa Argento sterling 0,935, pelle di rettile.
Misure Cassa esterna 37 x 25 mm, spessore 9 mm. Cassa interna 23 x 24 mm, spessore 7 mm. 
Movimento Carica manuale, 21 mm, 15 rubini, bilanciere bimetallico tagliato, spirale piana, 18.000 alternanze/ora.


 

sabato 14 dicembre 2019

I due anni di 10e10.ch su You Tube

Il mese scorso il canale YouTube 10e10.ch ha compiuto due anni. Un arco di tempo sufficiente per fare un bilancio dell’attività e del riscontro presso il pubblico.
Le statistiche sui contatti dicono due cose, una lusinghiera e l’altra meno. Il lato negativo è il numero delle visualizzazioni e degli iscritti, inferiore rispetto ad altre risorse simili disponibili sul web. Quello positivo è un po’ la conseguenza dell’altro. Il pubblico del canale sembra più esigente della media di chi frequenta forum e siti dedicati agli appassionati di orologi. A rivelarlo sono proprio i numeri e una classifica inattesa.


I video pubblicati sono 71, in massima parte dedicati a orologi vintage. I modelli presentati appartengono a 28 marche diverse, in un panorama che comprende tutti i grandi nomi della tradizione e qualche outsider. Il ranking basato sulla somma delle visualizzazioni (versioni inglese e italiana) dà risultati abbastanza sorprendenti in rapporto a quanto si tende a dare per scontato sulle preferenze degli appassionati. Il video sul Datejust di Rolex – uno dei più lunghi e, pensavo, interessanti per la maggior parte degli utenti – relega la Casa più famosa del mondo al diciottesimo (!) posto. Al primo svetta il KonTiki di Eterna (!!) con un vantaggio abissale sul secondo e il terzo: lo  Zenith automatico e il Tudor Ranger. Il subacqueo Levrette ottiene un ottimo sesto posto, mentre Patek Philippe e Audemars Piguet devono accontentarsi rispettivamente del tredicesimo e venticinquesimo.
Mi sembra legittimo dedurne che nel canale 10e10.ch il pubblico cerca qualcosa di diverso dal solito e sa di trovarlo. Di questo sono felice, anche se a volte invidio chi posta chiacchiere da bar premiate da decine di migliaia di contatti. Poi mi chiedo se quei numeri sono veri – sul web, si sa, non è tutto oro ciò che luccica – e mi consolo pensando che non avrei comunque il coraggio di infliggere minuti e minuti di aria fritta al malcapitato visitatore.
Un grazie di cuore a coloro che mi onorano della loro visita al canale 10e10.ch!

Ecco il protagonista del prossimo video, che sarà in linea tra due settimane

      

martedì 10 dicembre 2019

Rolex pro e contro: chi ha ragione?

Rolex non è solo la marca di orologi più famosa del mondo. È anche il campo di battaglia dove si fronteggiano gli ultras del pro e del contro, opposti fanatismi che faticano a dialogare. Per i tifosi sono gli orologi più belli del mondo, imitati da tutti ma inimitabili, ambiti, noti anche a chi non sa nulla di strumenti per la misura del tempo. Per i nemici sono pacchiani status symbol da nuovi ricchi, sopravvalutate repliche di se stessi, fenomeno pubblicitario e di moda.
Da parte mia, avendo frequentato il mondo dell'orologeria vintage e contemporanea per un quarto di secolo e dedicato due libri a Rolex, sono arrivato alla conclusione che i fan più accesi hanno ragione per i motivi sbagliati e che i loro rivali hanno torto per i motivi giusti.


In altre parole: secondo me Rolex è la marca più importante degli ultimi cento anni perché è quella che ha influito maggiormente sullo sviluppo dell'orologio da polso. La sua età d'oro si colloca tra il 1926 (lancio dell'Oyster) e il 1956 (Day-Date). Il Datejust (1945) è il prototipo dell'orologio da polso moderno: impermeabile, automatico, provvisto di datario. Da almeno cinquant'anni tutte le Case importanti hanno un orologio di questo tipo in catalogo. Se ai modelli citati aggiungiamo il Submariner e gli altri "professionali", tutti nati nei primi Anni 50, ecco che completiamo la gamma non solo di Rolex ma di quasi tutti i fabbricanti. Dunque sono sostanzialmente d'accordo con i fan e trovo stucchevoli i post e i video nei quali sedicenti esperti spiegano perché non compreranno mai un Rolex. Ho l'impressione che la motivazione autentica si possa sintetizzare nella frase seguente: provo ad andare controcorrente perché altrimenti non saprei come farmi notare.
Sul versante opposto mi lasciano perplesso certe espressioni di fanatismo, cominciando dall'astruso gergo per iniziati che continua ad arricchirsi di vocaboli nuovi. Quadranti tropicali, scritte rosse, coroncioni, cornini e amenità consimili sono gli elementi costitutivi di una cultura basata su congetture, nozioni non verificabili e leggende urbane confezionate da esperti interessati che approfittano di un vuoto importante: al contrario di altre Case importanti, Rolex non ha pubblicato un libro ufficiale sulla propria storia. In compenso, sono uscite diverse opere non autorizzate, tra le quali i miei "Rolex dalla A alla Z" (2007) e "Rolex 1905-1960" (2018) su cui non posso pronunciarmi per evidenti ragioni di opportunità. Quanto alle altre, si tratta spesso di cataloghi illustrati, compilati da operatori di mercato o collezionisti e - salvo qualche eccezione, ad esempio l'ottimo "The best of time" di James Dowling e Jeffrey Hess - abbastanza poveri di informazioni. Gli innumerevoli blog e forum Rolex presenti sul web aiutano fino a un certo punto perché scontano il medesimo peccato originale: ad animarli sono per lo più commercianti o appassionati che sanno o giurano di sapere tutto sul font adottato nei certificati di garanzia del 1973 ma non hanno mai sentito nominare Aegler. Chi era costui? Pochi tra i sedicenti esperti che ho incontrato hanno saputo rispondere. Comprensibile: Aegler non fa vendere, i cornini sì.


Non c'è dunque da stupirsi se i Rolex vintage più importanti, per molti collezionisti e la totalità dei mercanti, sono quelli che, all'epoca della loro produzione, hanno avuto meno successo. Primo fra tutti il Daytona a carica manuale, che la Casa, preso atto dello scarso interesse del pubblico, produceva in quantità relativamente limitate rispetto agli standard abituali. Circostanza che non giustifica certi prezzi, anche perché appare difficile sostenere la rarità di oggetti che ho visto in almeno cinquanta esemplari distribuiti tra non più di una trentina di rivenditori. Quanti altri ce ne saranno, in giro? Cinquecento? Cinquemila? Cinquantamila? Perché è così facile trovare un orologio definito "raro"? Lascio le ipotesi a chi ha avuto la pazienza di seguirmi fin qui.
In definitiva, penso che i detrattori abbiano torto quando snobbano Rolex, ma che a volte lo facciano per i motivi giusti: certi tic del mercato sono puramente speculativi, frutto di una promozione scaltra che presenta analogie interessanti con quella praticata nel settore dell'arte contemporanea.

          
Volendo compilare una lista dei "must" per il collezionista Rolex attento alla storia della marca e dell'orologeria in generale, mi sembra indispensabile partire dalla premessa che l'importante sono il nome dei modelli e la ragione della nomination, non i numeri di referenza. Il risultato è il seguente, in ordine puramente cronologico:
1. Oyster degli anni 20/30. Primo orologio davvero impermeabile.
2. Prince degli Anni 30. Stile e tecnologia innovativi (doppio quadrante).
3. Perpetual ("Ovetto") degli Anni 30/40. Impermeabile e automatico.
4. Datejust degli Anni 40/50. Impermeabile e automatico con datario.
5. Submariner degli Anni 50/70. Primo subacqueo per il grande pubblico.
6. Day-Date degli Anni 50/70. Icona del lusso sportivo
7. GMT-Master degli Anni 50/70. Doppio fuso orario semplice e pratico.
8. Daytona degli Anni 2000. Primo movimento cronografico della Casa.
L'assenza di modelli celebrati come il Turn-O-Graph, il Milgauss, l'Oyster Perpetual con fasi lunari o i primi Daytona si spiega con il fatto che non si sono distinti né per l'innovazione tecnica né per il successo presso il pubblico all'epoca in cui sono stati lanciati. Ciò non toglie che possano piacere al collezionista contemporaneo. Secondo me, per esempio, l'Oyster tripla data con fasi lunari è il Rolex più bello di sempre.

 

venerdì 6 dicembre 2019

Vintage ads - Gruen (1959)

ENGLISH (il testo italiano è sotto l'immagine)
"An important development in selfwinding watches – Power Glide – Automatic mainspring-tension regulator ". This patented device enabled the brand to “combine for the first time” three qualities: efficiency (minimum time winding and enhanced power reserve), accuracy and long life of the watch.
Do you like vintage watch ads? Visit the page about Watch Ads, my two-volume pictorial history of communication and design in 20th Century watchmaking. You can also watch the video about the publication and download a 20-page preview of Volume 1.
The vintage ads presented in this Blog are not featured in the Watch Ads books.


ITALIANO
“Un progresso importante nel campo degli orologi automatici – Power Glide – Regolazione automatica della tensione della molla.” Questo dispositivo brevettato consentì alla Casa di “coniugare per la prima volta” tre vantaggi: l’efficienza (rapidità della ricarica e incremento dell’autonomia), la precisione e la longevità dell’orologio.
Ti piacciono le pubblicità d'epoca? Visita la pagina su Watch Ads, la mia storia illustrata in due volumi della comunicazione e del design nell'orologeria del Novecento. Guarda il video sull'opera e scarica l'anteprima di 20 pagine del Volume 1.
Gli annunci pubblicitari d'epoca che vedi in questo Blog non sono presentati nei volumi Watch Ads.


 

domenica 1 dicembre 2019

Vintage press - Journal Suisse d'Horlogerie (1972)

ENGLISH (il testo italiano è in fondo alla pagina) 
Largely devoted to the Swiss Watch Fair in Basel, this 1972 issue of the Journal Suisse d’Horlogerie features an illustrated review of the event.

These pages introduce a few products that are familiar faces to modern day collectors, such as the Movado Museum Watch and the Zenith El Primero.

Fashion watches are the subject of a six-page report that deals with the models by Bulova. Jean-Samuel Wuhl designed the ladies timepiece seen here, an Accutron whose battery is hosted in an element of the bracelet. His creation was awarded the 1971 Geneva prize.

The survey about shop windows decorations features the works of, among others, Mrs Mamie for Vacheron et Constantin (page’s top photo) and Mrs Schmid for Rolex (pictures 5, 6 and 7).

ITALIANO
Dedicata in buona parte alla Fiera svizzera dell’orologeria di Basilea, questa rivista del 1972 contiene un ampio reportage illustrato sull’evento. Queste pagine sono dedicate ad alcuni modelli che hanno un aspetto familiare per i collezionisti di oggi, tra i quali il Museum Watch di Movado e El Primero di Zenith.
Gli orologi di design sono l’argomento di un servizio di sei pagine che tratta i modelli Bulova. Jean-Samuel Wuhl è il creatore di questo esemplare, un Accutron con pila alloggiata in un elemento del bracciale che si è aggiudicato il Premio Città di Ginevra nerl 1971.
La rassegna dedicata alle decorazioni delle vetrine presenta i contributi, fra gli altri, della signora Mamie per Vacheron et Constantin (foto in alto) e della signora Schmid per Rolex (foto 5, 6 e 7).

 

giovedì 28 novembre 2019

The must-reads for watch lovers - WATCH ADS

A video clip about my pictorial history of communication and design in 20th Century watchmaking.
Clic here to read more.

 

Le letture per chi non si accontenta del web - WATCH ADS

Il video sulla mia storia illustrata della comunicazione e del design nell'orologeria del Novecento.
Clicca qui per saperne di più.

venerdì 22 novembre 2019

Orologi vintage - Pendoletta 8 Giorni (Anni 20)

Un orologio da tavolo con movimento svizzero e cassa di produzione americana
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martedì 19 novembre 2019

Un record e un errore

La scorsa settimana, l’asta di beneficenza Only Watch organizzata da Christie’s a Ginevra è stata teatro di un record storico. Il Grandmaster Chime di Patek Philippe, uno dei 50 pezzi unici donati da altrettante Case per contribuire alla ricerca sulla distrofia muscolare, è stato venduto per 31 milioni di franchi, corrispondenti a oltre 28 milioni di euro. Naturalmente siti e forum più o meno specializzati hanno rilanciato la notizia dell’orologio più caro della storia. La maggior parte di questi ha sottolineato che l’aggiudicazione ha strappato il record al Rolex Daytona appartenuto a Paul Newman, che nel 2017 fu aggiudicato per 17,7 milioni di dollari. Un errore, visto che il primato spettava al Patek Philippe del 1932 creato per il celebre collezionista americano Henry Graves, con 24 milioni di dollari (Sotheby’s, Ginevra 2014). Fin qui è normale amministrazione: sul web si trovano milioni di notizie false e/o non verificate.

La sorpresa è leggere lo stesso errore sul sito di Baselworld, cioè la più importante fiera del settore al mondo (vedi foto). E pensare che le due Case – Patek e Rolex – sono le regine della manifestazione…
Chi è interessato alle classifiche trova la lista dei pezzi da record in questa pagina di wikipedia (aggiornata a prima di Only Watch). Come si nota scorrendo le date delle aste, il primato è sempre stato di Patek Philippe.
Un’ultima curiosità. In una graduatoria mista auto/orologi, cioè due oggetti assimilabili per tipologia di appassionati, il numero 1 dei segnatempo si piazzerebbe al quarto posto assoluto. Alle spalle, ovviamente, di tre Ferrari.


lunedì 18 novembre 2019

Vintage timepieces - Patek Philippe Anniversaire (1993)


ENGLISH
In 1993, the London retailer Garrard ordered 150 self-winding watches from Patek Philippe to celebrate its 150 years as the British Crown jewellers. The Anniversaire model (ref. 3998) features a pink dial with Breguet numerals and hands, as well as a transparent case back with Garrard 150th anniversary dedication. The watch came with a wooden box featuring a leather lining and the Garrard 150 logo.


At the time of launch, Garrard bought an advertising space on The Times of London and used it to spread the news about both the Anniversaire limited series and the upcoming exhibition of Patek Philippe timepieces at the Regent Street store. Readers interested in ordering the watch had to fill in the form and mail it to Garrard along with the proof of an advance payment of 7,950 pounds. This sale process is reminiscent of the strategy adopted by Rolex in 1945, when it launched the "Jubilee" watch - later to be named Datejust - through an ad and a form on a Geneva newspaper.

The text claims that the watch is a certified chronometer, but no such mention appears in any of the papers accompanying the Anniversaire model. As a matter of fact, the manufacturer only added the COSC certification to its Geneva-hallmarked movements in 1996, and for a short time. 
Functions Hours, minutes, center seconds, date with instant correction.
Size Diameter 34 mm,  thickness 8 mm.
Case 18k pink gold, transparent screw-down back.
Movement Calibre 315SC, self-winding, 27 mm, 29 jewels, Geneva Quality Mark, 21k gold rotor winding in one direction, Gyromax balance, flat hairspring, shock absorber, 21'600 vibrations per hour.


ITALIANO
Nel 1993 la gioielleria londinese Garrard commissionò 150 orologi automatici a Patek Philippe per celebrare i suoi 150 anni al servizio della Casa Reale britannica. Il modello Anniversaire (ref. 3998) è caratterizzato dal quadrante rosa con indici e lancette Breguet, e dal fondo trasparente con dedica al 150esimo anniversario Garrard. L'orologio era venduto all'interno di un cofanetto di legno con rivestimento di pelle e logo Garrard 150.
Al momento del lancio, Garrard acquistò uno spazio pubblicitario sul Times di Londra per diffondere le notizie della serie limitata Anniversaire e dell'esposizione di orologi Patek Philippe che si sarebbe tenuta presso il punto vendita di Regent Street. I lettori che desideravano ordinare l'orologio dovevano riempire il modulo allegato e spedirlo a Garrard insieme con la prova del versamento di 7.950 sterline. La procedura ricorda quella adottata nel 1945 da Rolex, che lanciò il modello "Giubileo" - poi battezzato Datejust - attraverso un'inserzione e un modulo pubblicati su un quotidiano di Ginevra.

 
Il testo annuncia che l'orologio è un cronometro certificato, ma questa definizione non appare in nessuno dei documenti che accompagnano l'oggetto. In realtà, la Casa aggiunse la certificazione COSC ai propri movimenti con Punzone di Ginevra solo nel 1996, e per un periodo di tempo limitato.


Funzioni Ore, minuti, secondi centrali, datario con correzione rapida.
Dimensioni Diametro 34 mm,  spessore 8 mm.
Cassa Oro rosa 18k, fondo trasparente chiuso a vite.
Movimento Calibro 315SC, automatico, 27 mm, 29 rubini, Punzone di Ginevra, rotore in oro 21k a carica monodirezionale, bilanciere Gyromax, spirale piana, dispositivo antiurto, 21.600 alternanze/ora.