giovedì 19 novembre 2020

Grand Prix d'Horlogerie de Genève 2020


The 2020 prize list of the Grand Prix d’Horlogerie de Genève (GPHG) was unveiled on Thursday November 12. The Jury and the new GPHG Academy handed out 19 prizes and awarded the “Aiguille d’Or” Grand Prix to Piaget for the Altiplano Ultimate Concept watch. The Special Jury Prize went to Antoine Simonin, an influential player on the watchmaking scene.

PRIZE LIST

“Aiguille d’Or” Grand Prix: Piaget, Altiplano Ultimate Concept

Ladies’ Watch Prize: Bovet 1822, Miss Audrey

Ladies’ Complication Watch Prize: Charles Girardier, Tourbillon Signature Mystérieuse « fleur de sel »

Men’s Watch Prize: Voutilainen, 28SC

 

Men’s Complication Watch Prize: Greubel Forsey, Hand Made 1

 

Iconic Watch Prize: Bulgari, Aluminium Chronograph 

Chronometry Watch Prize: Chronométrie Ferdinand Berthoud, FB 2RE.2

Calendar and Astronomy Watch Prize: Vacheron Constantin, Overseas Perpetual Calendar Ultra-Thin Skeleton

Mechanical Exception Prize: Bovet 1822, Récital 26 Brainstorm Chapter 2

Chronograph Watch Prize: H. Moser & Cie, Streamliner Flyback Chronograph Automatic

 

Diver’s Watch Prize: Breitling, Superocean Automatic 48 Boutique Edition 

Jewellery Watch Prize: Van Cleef & Arpels, Frivole Secrète watch

Artistic Crafts Watch Prize: Van Cleef & Arpels, Lady Arpels Soleil Féerique

“Petite Aiguille” Prize: Breitling, Superocean Heritage '57 Limited Edition II

Challenge Watch Prize: Tudor, Black Bay Fifty-Eight

 

Innovation Prize: Parmigiani Fleurier, Hijri Perpetual Calendar 

Audacity Prize: H. Moser & Cie, Endeavour Cylindrical Tourbillon H. Moser X MB&F

Horological Revelation Prize: Petermann Bédat, Dead beat second

Special Jury Prize: Antoine Simonin, watchmaker, teacher, editor and former director of the WOSTEP Foundation

 

lunedì 16 novembre 2020

Le letture per chi non si accontenta del web - Rolex dalla A alla Z

Il passato e il presente di Rolex in ventisei capitoli, uno per ogni lettera dell'alfabeto. Clicca qui per i dettagli sui contenuti. 

256 pagine a colori, € 120,00 (CHF 160.-). ISBN 978-2-9700519-1-6
Clicca qui per visualizzare e scaricare un'anteprima di Rolex dalla A alla Z in formato PDF.
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giovedì 12 novembre 2020

Vintage tools - The hairspring counter


ENGLISH
This 1950s ad by Vacheron & Constantin features a hairspring counter as an icon of their "beautiful precision". This tool enables the expert watchmaker to adjust an hairspring by visually comparing it with a master balance vibrating at a set frequency. The set of jaws is designed to hold a hairspring that is fitted to a balance wheel. A lever under the base rotates the tool in order to get the master balance and attached balance oscillating. The aim is to get both balances oscillating in sync for at least 20 seconds, which in turn shows they are both vibrating at the same frequency. 


ITALIANO  
Pubblicato negli Anni 50, questo annuncio di Vacheron & Constantin (foto in alto) sceglie un contatore di oscillazioni come icona della sua "Bella precisione". Lo strumento permette all'orologiaio esperto di regolare una spirale confrontandola visivamente con un bilanciere campione che oscilla a una frequenza definita. La pinza che sporge dal braccio dello strumento trattiene una spirale collegata a un bilanciere. Premendo la leva visibile si mettono in movimento il bilanciere campione e quello da regolare. Lo scopo è farli oscillare entrambi per almeno 20 secondi, in modo da verificare se la frequenza è la stessa.

venerdì 6 novembre 2020

Vintage ads - Longines (1939)

ENGLISH
"Patented waterproof watch - Antishock device - Unbreakable crystal". This ad dating back to 1939 hints to more than just all-weather timepieces. The military-looking aircraft seen on the background is a reminder of the difficult times ahead, as Europe is on the verge of war. The chronograph on the left is equipped with the caliber 13ZN. The watch on the right looks very much like a number of timepieces supplied to the armies.
Do you like vintage watch ads? Please visit the page about Watch Ads, my two-volume pictorial history of communication and design in 20th Century watchmaking.
Click here to watch the video clip about Watch Ads.
Click here to display and download a 20-page preview of Volume 1.

ITALIANO 
"Orologio impermeabile brevettato - Dispositivo antiurti - vetro infrangibile". Questo annuncio del 1939 non allude solo a orologi in grado di affrontare le intemperie. L'aereo di aspetto militare sullo sfondo ricorda che l'Europa sta vivendo tempi difficili ed è sull'orlo della guerra. Il cronografo sulla sinistra è equipaggiato con il calibro 13ZN. L'esemplare sulla destra è molto simile a quelli forniti a numerosi eserciti.
Ti piacciono le pubblicità d'epoca? Visita la pagina su Watch Ads, la mia storia illustrata in due volumi della comunicazione e del design nell'orologeria del Novecento.
Clicca qui per guardare il video su Watch Books.  
Clicca qui per visualizzare e scaricare un'anteprima di 20 pagine del Volume 1.

 

martedì 3 novembre 2020

Novità - Ferdinand Berthoud Chronomètre FB 2RE

La Casa di Fleurier partecipa al Grand Prix d’Horlogerie de Genève (GPHG), categoria “cronometria”, con un orologio di precisione dotato di remontoir d’égalité. ll dispositivo, insieme con la coppia fuso-catena e il bilanciere a inerzia variabile, ha lo scopo di fornire la massima regolarità alla distribuzione dell’energia proveniente dalla molla del bariletto. Le agenzie ufficiali di controllo (COSC) e il Fleuritest di Fleurier ne hanno certificato le prestazioni: 0,5 secondi di scarto in 24 ore, con differenze quasi impercettibili tra i momenti della giornata.


 

lunedì 2 novembre 2020

Fred


Strana coincidenza. Nel giorno in cui un politico ci ricorda che gli anziani “non sono indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”, la morte di un ultranovantenne inglese mi colpisce come un pugno nello stomaco. Si chiamava Fred Glover e in questa foto è ritratto insieme con me all’ingresso del Museo della Batteria di Merville (Normandia, Francia). Fred era uno degli ospiti immancabili, forse il più amato, delle celebrazioni che si tenevano tutti gli anni e – spero – riprenderanno dopo l’annullamento forzato del 2020. Ospite d’onore come gli altri veterani che compivano la traversata della Manica, intorno al 6 giugno, per ricordare un altro 6 giugno. Nel 1944 Fred era uno delle centinaia di paracadutisti ventenni, stipati dentro aerei e alianti, che si preparavano a saltare letteralmente nel buio, in territorio nemico, apripista di un’invasione passata alla storia con il nome di D-Day. Il racconto delle sue vicissitudini è qui.
In seguito, i suoi viaggi in Francia sono cambiati. Ad attenderlo non erano più la contraerea e le mitragliatrici pesanti ma l’affetto e la gratitudine di chi faceva la coda per scambiare due parole con lui e con gli altri Padri – poi Nonni – della Libertà. Queste attenzioni gli piacevano e lui faceva di tutto per meritarle. Disponibile, sorridente, simpatico e soprattutto modesto come solo i veri grandi sanno essere.
La foto fu scattata dopo che gli avevo parlato del mio progetto: un romanzo ispirato all’operazione in cui molti dei suoi commilitoni trovarono la morte. Ero preoccupato. Come affrontare l’argomento, visto che non mi conosceva? Come avrebbe giudicato l’idea del passaggio dalla realtà alla narrativa? L’avrebbe trovata offensiva? Lo seguii dentro un tendone allestito per la vendita di cappellini, magliette, portachiavi e altri souvenirs, fonte di finanziamento indispensabile per il Museo. Lo osservai mentre contemplava una scatola di soldatini. Stavo finalmente per rivolgergli la parola quando lo avvicinò una ragazza. Ecco una che ha più coraggio di me, pensai. Mi sbagliavo. Dopo i saluti la ragazza ammutolì e Fred, abituato com’era alle raffiche di domande dei visitatori, sembrò perplesso. “Mi voleva dire qualcosa?”, chiese dopo qualche secondo di silenzio. E lei, abbassando lo sguardo: “No. Solo ringraziarla di avermi stretto la mano”.
Quando si allontanò mi feci avanti. Fred fu gentile, raccomandandomi solo di rispettare la verità storica. Lo rassicurai. Ero lì per quello. Dopo aver studiato i libri volevo visitare i luoghi e incontrare chi, come lui, era presente.
L’ho incontrato diverse volte, negli anni successivi, ma faticavo a conversare con lui. Un po’ per timidezza ma soprattutto per una forma di timore reverenziale. Le interviste ai numeri 1 dello sport non mi hanno mai creato problemi. In fondo sono solo giovani di talento, più o meno intelligenti o viziati. Fred rappresentava la Storia, la Libertà, il Coraggio. Era difficile trattarlo come uno qualunque.
La sua stretta di mano rimarrà tra i ricordi più importanti del sottoscritto e, ne sono certo, di quella ragazza francese. Addio Fred. E soprattutto: grazie.